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CLIPPE [1967]












SCHEDA PRODOTTO (on/off)




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COLLEZIONE MUDETO



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CLIPPE 
AREA TEMATICA Design per l'Abitare | Design per la Persona
TIPOLOGIA Mollette multiuso
ANNO 1967
PROGETTO Antonio Chiti
PRODUZIONE / PER IPAC - Industria Pistoiese Articoli Casalinghi
RICONOSCIMENTI Mostra dell’Ingegno VII edizione - Pistoia 2023

MOTIVAZIONE 


di: Umberto Rovelli 

Erede diretta dello storico marchio Ideale – realtà manifatturiera nata nel 1950 come piccola officina nel cuore medioevale di Pistoia – l’Industria Pistoiese Articoli Casalinghi (IPAC), viene fondata alla fine degli anni 60 dal cavaliere del lavoro Guido Chiti. Fin dalla nascita l’azienda vanta quindi un enorme know-how circa le tecniche di lavorazione dell’acciaio inossidabile. Sin dagli anni 50, la fabbrica diretta da Chiti produce con successo oggetti “Ideale” d’uso quotidiano a larghissima diffusione sul territorio – come, ad esempio, il bricco, il bollisiringa, la bruschettiera e il passaverdura. Da tempo perciò ha acquisito esperienza col materiale identitario (un core business naturalmente ecologico in quanto riciclabile al 100%) e la filiera produttiva inerente articoli indispensabili in cucina come padelle, mestoli, grattugie, pentole e coperchi.

Ed è proprio da tale consuetudine e familiarità fabbrile che Antonio Chiti (oggi presidente IPAC) matura l’idea di aggiungere ulteriori fasi di lavorazione ai diversi cicli produtivi attivi in azienda utilizzando come supporto base uno “sfrido” di lavorazione. Nasce così la “molletta in acciaio inox” (brevettata nel 1967) ricavata dai triangoli di scarto dello stampaggio di pentole, coperchi e passaverdure.

Il processo si avvia da un rotolo di acciaio inox (detto coil) che, inserito in una pressa per stampaggio, una volta estratte le circonferenze base per pentolame e coperchi diventa un nastro di scarto. Quest’ultimo viene tranciato una prima volta in parti più piccole ricavando i cosiddetti “triangolini” dai quali, ancora per tranciatura, si ottengono le sagome della molletta. Da ogni triangolino si ottiene quindi una delle due componenti l’intera clip. Infine, ognuna delle due sagome piatte viene stampata al fine di farle assumere la configurazione plastica finale e consentirne il definitivo assemblaggio tramite la molla che, una volta inserita tra entrambe le sagome, contribuisce a mantenerle aperte a una estremità e ben serrate all’estremità opposta.

Nel complesso si tratta di un piccolo capolavoro d’artigianato locale e, insieme, di un prezioso oggetto di design, che, calato in un oggetto utile ed intelligente, dà corpo e forma coerenti a nozioni e principi, quali riciclo e sostenibilità, che solo alcuni decenni più tardi diventeranno componenti essenziali del progetto industriale. Un tale anticipo – dai tratti “visionari” – che non ha lasciato insensibile il mondo dell’arte e del design internazionale. In particolare il Museum of Modern Art (MoMA) di New York dove alcuni esemplari dell’ormai ampio catalogo delle Clippe™ sono tuttora esposti e disponibili nel bookshop sotto il nome di Tower Clips. Come ha affermato lo stesso Guido Chiti – nipote omonimo del fondatore attualmente a capo dell’azienda – è proprio l’interesse del prestigioso museo a far intuire all’azienda la possibilità di un nuovo “corso” per il prodotto.

Nei primi anni 2000, IPAC viene infatti contattata dai dirigenti museali: «Non so come [...] avevano trovato la fotografia di queste mollette ed erano curiosi di sapere chi le aveva costruite. Da allora le nostre mollette sono commercializzate in tutti i negozi MoMA [...] e noi, come azienda, abbiamo creato una linea di mollette con tante variazioni sul tema»[01].

Nate come produzione in serie di un modello unico – originariamente concepito come molletta da bucato –, nella seconda decade di questo secolo le Clippe sono così divenute a pieno titolo un soggetto plurale: una piccola comunità che ha ormai superato le 70 “anime” (a gennaio 2024). A partire dal 2010, una nuova serie è stata infatti immessa sul mercato da IPAC sotto l’egida del nuovo brand Clippe™ proponendo, una serie di nuovi divertenti e utili oggetti multiuso in acciaio inox 18/0 (clip ventosa o magnetica, porta-fiori, portachiavi, reggi calice, mini-grattugia, spatolina, svitatore, apriscatole, forbicina, porta-tovagliolo, segnaposto, porta-candela, ecc.).

Inizialmente ideati per ambiti diversi come il tableware, la cucina e l’oggettistica – col contributo, oltre che dello stesso Antonio Chiti e dell'IPAC Lab, di diversi designer (Tomita Kazuhiko, Tauma, Domenico Cutullè, Ben Hsiao, Maatti Studio, Anima Dinamica, Foshan Enter) –, le Clippe sono assurte al rango di accessori trendy. Ad esempio offrendosi nel ruolo di pinze per capelli, gadget alla moda da indossare o da mettere su borse, scarpe; in città, in viaggio, durante gli incontri... Divenendo così una serie di oggetti cult destinati a mille usi, ma decisamente coordinati – ossia immediatamente riconoscibili come appartenenti a una ben determinata gamma –, stravaganti, talvolta bizzarri, ma comunque estemamente pratici ed efficaci, oltre che riconoscibili ovunque quali icone del design e della creatività italiana.


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