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UOVO SOTTOVETRO [2012]












SCHEDA PRODOTTO (on/off)




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COLLEZIONE MUDETO



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UOVO SOTTOVETRO 
AREA TEMATICA Food Design
TIPOLOGIA Dolce tradizionale
ANNO 2012
PROGETTO Riccardo Fattori
PRODUZIONE / PER Cioccolato La Molina
RICONOSCIMENTI Anuga Award 2015

MOTIVAZIONE 


di: Maria Camilla Pagnini 

La contemporaneità ci ha “educato” a consumare alimenti che nella quasi totalità sono stati fatti oggetto di packaging, questo ha assunto, a sua volta, un ruolo preponderante tanto che spesso percepiamo «i cibi tramite la confezione»[01].

Nel caso dell'Uovo sottovetro, alimento (uovo in cioccolato) e confezione (barattolo in vetro) sono prelevati dalla consuetudine alimentare: è proprio questo il concept dell'Uovo sottovetro, un prodotto che non esiste sul mercato, ma che viene avvertito dal consumatore come se fosse sempre stato presente, un alimento che appartiene alla quotidianità.

Un gioco di specchi che si riverbera nelle differenti densità del “contenuto” (un cuore cremoso racchiuso in un guscio più solido) che acuisce il nesso (non solo "formale", ma intimo) sussistente tra prodotto artigianal-industriale e alimento aurorale (l'uovo di gallina). Analogia ulteriormente accentuata dall'inconsueta modalità di consumo (che prevede l'utilizzo del cucchiaio) insinuata, per non dire ingiunta, da allusive e pertinenti grafiche promozionali che sanno rievocare sapientemente ritualità secolarmente in uso per l'analogon naturale cotto à la coque.

L'idea di scegliere il barattolo in vetro con chiusura ermetica, un vero e proprio «archetipo morfologico»[02], porta con sé un messaggio immediato legato al suo uso consolidato: pur essendo semplice, trasparente, apparentemente anonimo, acquisisce il rango di oggetto per custodire e conservare il “buono”, il “gusto” e tutto ciò che di «originario e familiare» porta con sé il ricordo della marmellata della nonna e delle primizie sott'olio. Il tutto è protetto e racchiuso da una tipologia di contenitore utilizzato già dal XIX secolo e che oggi è associato «ai prodotti alimentari artigianali di alta qualità»[03].

Il barattolo, di per sè anonimo, è nobilitato dall'aggiunta di un’etichetta, la cui grafica [04] costituisce l'unico veicolo per evidenziare il contenuto. Il lessico appartiene alla cultura pop; è infatti arricchita da un profilo che ricorda quello delle immaginette devozionali, i così detti “santini” di carta, immagini prodotte in serie per ritrarre Santi o episodi prelevati dalla tradizione religiosa e caratterizzate da un bordo decorativo intagliato per ottenere l'effetto di un merletto, detto a canivet, come accadeva per i santini ottenuti con il processo meccanico messo a punto in Francia nel XIX secolo.

Un archetipo per conservare, quale il barattolo ermetico in vetro, custodisce a sua volta un archetipo: l'uovo, simbolo stesso di perfezione presente nel back ground visivo di ognuno di noi; esso ha per Fattori anche un richiamo subliminale alla storia della cultura artistica e in particolare all'uovo che pende dall'alto della così detta Pala di Brera dipinta da Piero della Francesca, ed è protagonista della scena, in una luce enigmatica è l'uovo perfetto e «misterioso che pende dal centro della conchiglia (...) sospeso sulla testa della Madonna, simbolo di perfezione dei corpi. Un tempo sospeso per un'idea di eternità della rappresentazione artistica»[05].

Un ulteriore riferimento creativo, dichiarato esplicitamente anche nella campagna di comunicazione [06], è alla ricchezza assoluta del dono “imperiale” per eccellenza, noto come Uovo Fabergè ideato nel 1885 nella gioielleria dello Tzar e donato alla imperatrice madre e alla Tzarina; smalti scintillanti, pietre preziose e una decorazione ricchissima e unica per ogni esemplare, servono a ribadire la perfezione caratteristica e assoluta della forma “uovo”.

Tutta la ricerca di Riccardo Fattori è finalizzata non solo alla commercializzazione di un nuovo prodotto di food ma è studiata anche per il post uso del packaging che è uno degli elementi caratterizzanti i prodotti de La Molina. Tutti gli astucci e le scatole sono pensate fino dall'origine per avere una seconda vita, dopo aver esaurito la funzione di confezione protettiva dei cioccolatini o della crema spalmabile o in questo caso dell'uovo e più che mai dell'uovo sottovetro.


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